AMBRA (AR) – Un viaggio spirituale e storico ha attraversato la Valdambra lo scorso 11 aprile 2026. Presso i locali della Società Filarmonica di Ambra, il pubblico ha avuto l’opportunità di immergersi nella cultura dei Lakota Sioux grazie alla presenza di Alessandro Martire, avvocato e delegato ufficiale in Italia della Nazione Lakota Sicangu di Rosebud assieme alla Vice Presidente Luigina Cossu ed al socio e fotografo naturalista Marco Bomboni.
L’evento, centrato sulla presentazione del suo ultimo libro, Il pensiero dei popoli nativi, non è stato solo un appuntamento letterario, ma una vera e propria conferenza antropologica e sociale. Martire, che da oltre trent’anni si batte per il riconoscimento dei diritti dei popoli indigeni, ha guidato i presenti oltre gli stereotipi cinematografici, restituendo dignità e profondità a una filosofia millenaria.
Una filosofia di connessione
Al centro dell’incontro, i temi cardine dell’opera di Martire: il concetto di Mitakuye Oyasin (“siamo tutti correlati”) e il profondo rispetto per la Terra Madre. L’autore ha spiegato come il pensiero dei popoli nativi non sia un reperto archeologico, ma una visione del mondo estremamente attuale, capace di offrire risposte concrete alla crisi ecologica e spirituale della società moderna.
I Lakota Sioux: tra storia e resistenza
Durante la conferenza, alla società Filarmonica, nella splendida cornice del Teatro di Ambra,  alla onorevole presenza sia del Sindaco Paolo Nannini e di Daniela Maria Valentini, Martire ha condiviso racconti vissuti in prima persona nelle riserve del South Dakota, descrivendo la complessa realtà attuale dei Lakota. Si è parlato di resistenza culturale, della conservazione della lingua sacra e della lotta per la protezione dei luoghi sacri come le Black Hills, della lotta per i diritti inviolabili dei popoli dell’isola tartaruga e dei Lakota di cui Alessandro Martire è rappresentante ufficiale in Italia per la nazione Sicangu di Rosebud – Sud Dakota..
L’atmosfera raccolta della Società Filarmonica ha favorito un dialogo aperto, permettendo ai numerosi intervenuti di approfondire curiosità e riflettere su quanto la saggezza dei “popoli delle praterie” possa ancora insegnare in termini di comunità e resilienza.
Un pomeriggio di grande spessore che ha trasformato Ambra, per qualche ora, in un ponte ideale tra le colline toscane e le terre infinite dei Sioux.
Finché il vento soffia, l’erba cresce ed il cielo è blu…






